In preparazione al nuovo tour del Marocco di ottobre e del Trekking tour di novembre ho deciso di approfondire le città che andremo a visitare; in questo articolo e nei prossimi che scriverò quest’estate proverò a descriverti dal mio punto di vista i posti che vedremo nei tour, con qualche anticipazione e curiosità!

Oggi voglio raccontarti un po’ di storia e magia di una delle città più belle in assoluto del Marocco: Marrakech. Oltre ad essere il punto di partenza e di arrivo di entrambi i miei tour del prossimo autunno, è considerata uno dei simboli più significativi del paese e, a mio avviso, una delle più affascinanti che ho avuto modo di visitare.

Via principale di Marrakech

Ti racconto Marrakech: la storia, la cultura, le persone

L’origine del nome Marrakech deriva da akush (divinità) e marwe, che in berbero antico vuol dire “fare un patto”; quindi “Marwekush”, citato per la prima volta intorno al 1070, significa: “fare un patto sotto la protezione di Dio”. 

Prima della fondazione della città tutta la piana era zona di pascolo per le bestie che d’inverno scendevano a valle dal massiccio dell’Atlante. Era considerato un territorio sacro da tutte le tribù berbere: “Akush” è la somma divinità del popolo berbero, considerato in egual modo da tutti i capi tribù dell’Altante. 

A quei tempi il commercio prezioso del sud del Marocco passava dalla cittadina di Aghmat, a ridosso delle montagne e difficile da difendere. La pianura invece presentava dei vantaggi considerevoli, e venne scelta per costruire la nuova città commerciale. Era ben distante dall’Atlante e non troppo lontano dal fiume, l’oued Tensif: una posizione perfetta.

Bancarelle

La Medina: il centro storico pieno di vita

Per conoscere bene Marrakech bisogna partire dalla parte più antica: la Medina.

Ci si accede dalla via principale di Marrakech, la via dei foundouk. Essendo da sempre una città commerciale, ha basato per molto tempo il proprio sostentamento e struttura sociale sul commercio. Per questo gira tutto attorno al porto di carovane e il mercato per i berberi, da sempre cosmopolita. Lungo la strada principale si trovano ben 135 foundouk (detti anche caravanserragli) che un tempo erano piccoli alberghi per mercanti con spazio riservato agli animali e alle carovane, piuttosto che magazzini di depositi o luoghi di aste e scambio. 

Una volta entrati nella Medina bisogna prendersi il tempo; noi svizzeri avremo anche inventato l’orologio, ma i marocchini sanno meglio di noi come prendersi il tempo per vivere. C’è bisogno infatti di prendersi il tempo per assaporare l’aria magica di Marrakech, tra le viuzze del mercato e non solo. 

Qual è il trucco per vivere a fondo tutto ciò? È semplice: basta entrare nello stile di vita dei cittadini marocchini. Questo è un lato incredibile della città, nel quale convivono in armonia tante contraddizioni che non si spiegano e sono tuttavia così chiare.

Fontana a Marrakech

La piazza Jemaa el Fna

Passiamo per uno dei punti più caratteristici della città: la piazza Jemaa el Fna. Ci sono due origini plausibili del suo nome: moschea del nulla o assemblea del defunto. Entrambe potrebbero essere corrette: la piazza infatti doveva essere parte di un progetto di costruzione di una moschea (mai terminato), ma era anche un luogo in cui venivano giustiziati i condannati a morte.

Se una volta quindi era un centro macabro e sinistro, è diventata oggi un simbolo di gioia e ospitalità; la piazza infatti è vivissima, con tantissime attività e persone che si dedicano ogni giorno ad una vita frenetica.

Su tutte, ci sono le tatuatrici all’henné che decorano la pelle con disegni magnifici; il tatuaggio è diventato un simbolo identificativo di Marrakech, quasi un obbligo per l’ospite che parte. Le donne non sposate possono tatuarsi solo le mani; il tatuaggio sul piede invece lo si può fare solo dal giorno del matrimonio in poi, che prende il nome di “giorno dell’henné”.

Ma nella piazza non ci sono solo le tatuatrici: ci sono anche il domatore di scimmiette, l’incantatore di serpenti, il danzatore, l’acrobata, il musicante gnaoua e il suonatore folk berbère.

C’è anche chi taglia i capelli e il dentista, senza dimenticare il piacere del cibo; sono tantissimi infatti i banchetti tradizionali dove potersi fermare per mangiare. La piazza Jemaa el Fna è un teatro in cui va in scena la vita.

Mercato di Marrakech

Cosa rappresenta quindi Marrakech?

In buona sostanza, Marrakech è una città con un immenso patrimonio storico, sociale, culturale e paesaggistico. L’atmosfera che si respira qui è esotica, e talmente affascinante che ci si sente sempre attratti dalla città, anche senza avere un motivo particolare. Anche chi ci è già stato sente sempre il desiderio di tornare.

Spero di essere riuscita a trasmetterti almeno un po’ delle emozioni che Marrakech è capace di creare; certo, non sarà mai come viverle di persona. E allora ti aspetto con me per vivere un’avventura unica e provare queste sensazioni sulla tua pelle!

Ti lascio il link ai miei due tour organizzati per ottobre e novembre, clicca sui pulsanti qui sotto

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A presto

Giovanna