Quando mia mamma mi ha proposto di andare in Marocco era aprile e io avrei avuto bisogno di chiedere ferie per poterne approfittare.
Come sempre, però, non ho avuto il coraggio.

Così le ho promesso che se il prossimo viaggio fosse stato a novembre, magari in corrispondenza del ponte dei morti, non me lo sarei fatto sfuggire.

Mia mamma ha iniziato a raccontarmi di questi viaggi “diversi” a poca distanza dalla perdita della sua migliore amica, e poiché tra loro due e il Marocco c’era una connessione particolare – tolto il fatto che io ci ero già stata sette anni fa e me ne ero innamorata – ho intuito che quell’esperienza stava chiamando proprio me.

Questione di priorità

Poco prima della partenza sono stata ricoverata all’ospedale per una cistite molto forte che aveva fatto infezione, e in quel preciso momento ho capito: era necessario rivedere le mie priorità. E così, oltre a quella del viaggio, ho preso un’altra decisione molto importante: ho lasciato il mio lavoro.

Ormai non ci rendiamo più conto di quali sono le cose veramente importanti: spesso non mettiamo noi stessi al primo posto, accettando impieghi che non ci soddisfano al massimo e che non danno realmente ascolto a ciò che siamo nel profondo.

Il magico potere del deserto

Durante l’anno che ho deciso di dedicare a me stessa sono stata a Bali (volevo andarci da sempre), seguirò un corso di yoga, e poi sono partita per il Marocco, potendo vivere questa esperienza con un grande senso di libertà.

Il gruppo di partecipanti, tutto al femminile, era composto da persone molto diverse tra loro che ovviamente non si conoscevano. Creare una familiarità e una confidenza di solito richiede tempo.

Prima di partire avevo detto a mia mamma: “sappi che se qualcosa non mi andrà bene la dirò”. Ma non è stato necessario: una volta arrivate nel deserto ho proprio sentito l’energia cambiare. Tutte le paure sono svanite, e un inaspettato senso di leggerezza ha avvolto e travolto sia me che le mie compagne di avventura.

Condividere sogni ed emozioni con persone sconosciute fino a pochi giorni prima è stato veramente bellissimo. Alcune di noi ne sono uscite completamente trasformate.

E ora, spazio a nuovi progetti!

Sono veramente, veramente felice della mia scelta. Quello in Marocco, guidate da Giovanna, è stato un viaggio fondamentale, sconvolgente e davvero divertente!

Sono rientrata in Italia con le idee finalmente chiare sui miei desideri e sui progetti su cui concentrare le mie energie: ho in progetto di aprire un negozietto insieme ad una cara amica nel quale venderemo oggetti provenienti da tutto il mondo.

Per ora abbiamo importato un primo lotto di borsette create dai ragazzi del suk di Marrakech ed abbiamo iniziando a venderle nei mercati ed a proporle su instagram (l’account di riferimento è borse_marrakech).

Presto torneremo in Marocco ad acquistarne altre cercando di ampliare sempre di più la varietà di modelli e finiture.

Il mio più grande sogno – ora lo so e non intendo più rinunciarvi – è viaggiare e costruirmi un lavoro che possa dare ascolto a questo desiderio di esplorazione, condivisione e conoscenza.

E se questo significherà rinunciare a qualcosa di materiale, beh.. ora sono pronta a farlo perché i miei desideri sono la cosa più importante!

Grazie di cuore Marianne per questa testimonianza così sincera e potente! E grazie anche a voi che l’avete letta e vi siete emozionati insieme a me.

Se volete regalarvi un’esperienza come quella descritta da Marianne sappiate che sono già due le partenze in programma: quella del trekking tour di aprile e quella del giro alla scoperta delle città imperiali di maggio!

Per restare in contatto vi invito infine a seguire la mia pagina Facebook, oppure a scrivermi per soddisfare tutte le vostre curiosità.

A prestissimo!

Un abbraccio

Giovanna